venerdì 10 settembre 2010
 
 
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I migranti a Rosarno due volte vittime

 

Dichiarazione dei Consiglieri comunali della Sinistra Marco Paolucci e Marco Tulli

Gli immigrati, che vivono e lavorano in condizioni inumane e degradanti, sentendosi bersagli inermi si rivoltano. Danni e violenze si susseguono e il clima diventa incandescente. Auto e vetrine distrutte da un lato, colpi di fucile esplosi da un balcone e sembrerebbe altri immigrati feriti dall’altro. In mezzo cariche della polizia e arresti, tensione e preoccupazione. Risultano per questo ancora più gravi e irresponsabili, oltre che ipocrite, le dichiarazioni del Ministro degli interni, Maroni, che commentando la situazione di Rosarno parla di “eccesso di tolleranza nei confronti dell’immigrazione clandestinaâ€. Benzina sul fuoco invece che l’impegno ad operare per riportare la calma, garantire la sicurezza di tutti (immigrati e cittadini di Rosarno), colpire i responsabili degli atti che hanno innescato l’escalation, intervenire subito per favorire condizioni di vita e di lavoro più dignitose. Gli immigrati di Rosarno sono doppiamente vittime: della ‘ndrangheta che li sfrutta e delle leggi sull’immigrazione volute dal centrodestra che li condanna alla clandestinità, consegnandoli così ostaggio dei loro sfruttatori.

E proprio perché clandestini, senza diritti e identità, invisibili per le istituzioni e abbandonati a se stessi. Si è preferito far finta di non vedere e non sapere, girare la testa dall’altra parte invece che affrontare la situazione. Il comune, sciolto per mafia, così come le altre istituzioni si sono trincerate dietro burocratiche inerzie e il drammatico paradosso del “sono clandestini quindi non esistono..â€. Si raccoglie in queste ore, tra gli agrumi di Rosarno, uno dei frutti più avvelenati della politica sull’immigrazione del Governo.

Lanciamo con forza la proposta che tutte le forze democratiche, tutte le realtà impegnate per nel campo dell’accoglienza e della difesa dei diritti e infine tute le persone civili della nostra città si attivino fin da subito per organizzare iniziative per scongiurare che il binomio sfruttamento/razzismo attecchisca anche dalle nostre parti.

 
 
Pubblicato il lunedì 11 gennaio 2010

 
 
 
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