Tratto da: http://www.informarezzo.com
In realtà l’occasione della commissione cultura, è servita ad incontrare gli assessori che detengono le leve del potere politico ed economico.
Arezzo 3 febbraio. Un incontro interlocutorio quello di questo pomeriggio, che in certi momenti ha toccato anche qualche punta di polemica, ma in molti altri passaggi assomigliava più ad un dialogo fra sordi. L’argomento è indubbiamente molto complesso, e risente oltre che di diversi modi di concepire la cultura, anche senza dubbio della diversa età delle parti. Si sono visti spunti interessanti, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti macroeconomici che la nascita di un distretto culturale ben organizzato può recare.
In una rapida ma interessante relazione, il Prof. Batini. per i NeoOn, ha fatto una rassegna della situazione occupazionale ad Arezzo. Come avvertivamo, pur senza averne esatta cognizione di causa, il settore che sta più soffrendo è quello manifatturiero e orafo in particolare, unico a registrare un saldo negativo di occupati in progressiva diminuzione di anno in anno, mentre il terziario è quello che registra il maggior incremento di assunzioni, seguito dal commercio. E’ partendo da questi dati che si snoda il ragionamento globale per un distretto culturale, secondo uno schema che considera la capacità di produrre cultura, quale un volano valido per trainare anche l’indotto economico. Sempre secondo la relazione presentata, in Inghilterra sono già state sperimentate validissime esperienze di distretti culturali e altrettanto negli States nella città di Denver. In quest’ultima località , famosa per gli impianti dedicati agli sport invernali, l’indotto derivante dal distretto culturale è superiore di tre volte a quello proveniente dal turismo sportivo. E’ sicuramente un primo abbozzo di progetto, anzi forse solo un idea, che necessita di approfondimenti e di attento sviluppo, ma potrebbe dare risultati inaspettati. Per usare una bella citazione di Einstein: "Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa". In questo senso è difficile capire la reazione sdegnata dei nostri amministratori per il solo fatto di aver mescolato la parola cultura con quella di ritorno economico. In realtà le due cose sono sempre state strettamente legate: non avremmo avuto Michelangelo se Giulio II non si fosse occupato del sostegno economico, ne Giuseppe Verdi se Ricordi non avesse ricavato utili dalla sua produzione, ne Leonardo da Vinci o Alessandro Manzoni. Durante questo incontro, a volte fatto di battute non sempre comprensibili per gli ascoltatori che non conoscevano gli scambi di vedute precedenti, tra la coordinatrice di NeoOn Silvia Ciarpaglini e l’assessore Brezzi sono emersi punti di vista discordanti per non dire stridenti. Forse la prima cosa che andava chiarita, era la stessa parola attorno cui avrebbe dovuto ruotare l’incontro: la cultura. Se l’idea di cultura a cui si pensa, è radicalmente diversa tra gli interlocutori, ecco che nasce l’immagine di un dialogo tra sordi. Se per effetto della propria storia personale, la cultura è solo conoscenza storica o enciclopedica enunciazione dello scibile umano, con qualche possibile divagazione nel mondo dell’arte classica e della musica sinfonica, è difficile convocare una cinquantina di ragazzi per parlare di cultura, così come è difficile, nonostante i giri di parole e le argomentazioni, spiegare perché si è deciso di mandare ramengo Arezzo Wave. Già , proprio la famosa manifestazione che non c’è più, era presente in Sala Rosa come un convitato di pietra, e sia da una parte che dall’altra, un qualche riferimento ritornava non meno di una volta ogni 15 minuti di conversazione… Un macigno che a quanto pare è stato tutt’altro che metabolizzato. Spero a questo punto che le posizioni si chiariscano per effetto anche di propri comunicati e resoconti, attraverso cui forse sarà possibile capire qualcosa di più delle parole sentite a quest’ultimo incontro. Riassumendo le proposte scaturite, oltre a quella del distretto culturale di cui abbiamo già parlato:
1) mettere a "bando" gli eventi musicali del prossimo Play Art, 2) realizzazione di una "Fiera della Primavera" attraverso cui esaminare le proposte, 3) costi più abbordabili agli spazi culturali.
La richiesta dei bandi, è motivata da una richiesta di maggior trasparenza nell’assegnazione degli spazi durante gli eventi organizzati in città . I giovani di NeonOn hanno fatto seguire quindi una precisa indicazione: tutti dovranno rendicontare, esibendo fotocopia delle fatture quietanzate, come sono stati spesi i soldi dei contribuenti. Idea assolutamente condivisibile, che va proprio in direzione di quella trasparenza amministrativa e correttezza commerciale che sta alla base dell’offerta culturale.
Il presidente della Commissione Cultrura Marco Paolucci, ha così commentato alla fine della riunione: "E’ stato un incontro positivo e sopratutto franco, dal quale siamo usciti con punti chiari ". Adesso bisogna realizzarli.