Con questo messaggio vorrei rispondere sia a Paolo sia all’intervento di Sandinista riguardante l’Assemblea pubblica del 13. Come membro del coordinamento provvisorio (quello che l’assemblea l’ha organizzata), vorrei scusarmi per il metodo elettorale (ed elettorale è dire tanto) utilizzato. Nelle assemblee preparatorie (a porte chiuse, ma non troppo: spesso, oltre a chi nel coordinamento c’era davvero, si univano personaggi più o meno influenti della scena politica aretina, a fare le veci di loro stessi) proposi più volte di poter votare un intero coordinamento, con metodo "Australiano" (http://it.wikipedia.org/wiki/Sistema_elettorale_australiano), all’interno del quale individuare un segretario politico, un tesoriere, un addetto stampa, tutti eletti liberamente in assemblea (in base a una lista resa pubblica in anticipo, non in base a candidature farlocche fatte sul posto). Le motivazioni: in primis, il sistema elettorale australiano permette di eleggere il candidato meno sgradito in un regime il più democratico possibile; in secondo luogo, l’elezione - oltre che di un coordinamento allargato - di una segreteria ristretta, facilmente individuabile, responsabilizza chi ne fa parte, permette trasparenza e dà forza e legittimità al progetto; in terzo luogo, far sapere le candidature in anticipo permette a tutti di informarsi sul background dei vari candidati e ai candidati sconosciuti di farsi conoscere.
Purtroppo, la mia proposta non ha avuto alcun seguito per l’opposizione tenace di molti compagni presenti al coordinamento. Questi, hanno sostenuto la necessità di dare rappresentanza alle vallate aretine, alla questione di genere, alle appartenenze politiche; la qual cosa, a loro parere, non era possibile fare se non con un coordinamento di 15 persone eletto con le modalità che sapete.
Questo messaggio, non per passare dalla parte dei buoni, ma per informare chi di questo forum si serve che è difficile condurre le battaglie da soli.
Ho sempre creduto nell’ideale di un partito che riuscisse ad essere rappresentativo, che fosse partecipato. Ho seguito con speranza la nascita della Sinistra-Arcobaleno, sebbene con molti dubbi che si sono rivelati fondati. Ed ho sperato in uomini e metodi nuovi.
Senza mezzi e senza fini precisi, la politica non si fa. Ma se l’unico fine è riuscire a mettere sederi su seggiole siamo sulla cattiva strada: la politica è ricerca del bene e non ricerca del potere.
Eppure - ripeto - spesso si deve fare dei compromessi, non perché si vogliano fare, ma perché non si possono combattere le battaglie da soli. Magari, in assemblea, qualcuno avrebbe dovuto alzarsi e dire: "Gente, ma che stiamo facendo?". Forse avrei potuto farlo anch’io. Ma a che pro?
Solo quello di dividere un’assemblea già poco unita e di certo non esageratamente partecipata.
Intraprendiamo, da subito, INSIEME, una battaglia forte affinché venga inserito nel programma quel patto etico di cui parla La Sinistra di Monterchi in un suo intervento su questo forum e affinché si facciano primarie dei nomi e delle idee PRIMA delle elezioni prossime venture.
“Da noi si guarda la cooperazione con disprezzo, non comprendendo l’importanza esclusiva che ha la cooperazione, dal punto di vista del passaggio a un ordine nuovo per la via più semplice, facile a accessibile†V.I.Lenin