Rinunciando al costoso programma destinato alla spese militari, votato dal Ministero della Difesa, si recuperano 16,5 miliardi per la ricostruzione delle zone terremotate.
Mentre l’Abruzzo sprofondava nella tragedia del terremoto e il Paese si interroga su dove reperire le risorse finanziarie necessarie alla ricostruzione, alla Camera dei deputati, nel silenzio assordante di giornali e televisioni, veniva dato il via all’acquisto dalla americana Lockeed di 131 aerei cacciabombardieri F35 per la “modica†cifra di oltre 13 miliardi di euro. Se a questa cifra si aggiungono l’acquisto di altri due aerei attrezzati per le comunicazioni criptate, la realizzazione nella base aerea di Cameri (Novara) di un centro di assemblaggio e di controllo degli aerei acquistati e la digitalizzazione degli strumenti militari, si arriva alla cifra complessiva di 16,5 miliardi di euro. Tanto per avere una idea della dimensione della spesa, con i soldi necessari a comprare un solo F35 ci si potrebbero costruire 400 asili nido. Ciò che sorprende della decisione unanime dei deputati della Commissione Difesa è che non ci sia stato nessuno che di fronte alle devastazioni prodotte dal terremoto abbia posto il problema di prendersi una pausa di riflessione per verificare l’opportunità di una così gigantesca spesa di fronte alle necessità finanziarie della ricostruzione e della messa in sicurezza degli edifici. In queste ore sta circolando la cifra di 12 miliardi di euro necessari alla ricostruzione e ci si interroga su come reperire questa cifra. Sinistra e Libertà propone di utilizzare in tutto o in parte i 16,5 miliardi destinati al programma di spese militari varato dalla Commissione Difesa della Camera, per finanziare la ricostruzione dell’Aquila e dei comuni distrutti dal terremoto e per avviare una seria politica di messa in sicurezza degli edifici. Basta rinunciare al programma di spesa o ridimensionarlo seriamente. Il sottosegretario americano alla difesa Robert Gates ha proposto un piano di riduzione delle spese militari USA attirandosi l’ira delle potenti lobbies che negli anni della Amministrazione Bush hanno sempre avuto ciò che volevano. Il Presidente Obama ha ricominciato , dopo anni di silenzio, a parlare di disarmo. Possibile che qui in Italia questi argomenti siano considerati ancora tabù e che nemmeno le necessità imposte dal terremoto riescano a fermare programmi faraonici di spesa come quello votato, nel silenzio generale, alla Camera dei deputati?
Sinistra e Libertà sarà presente a partire dai prossimi giorni su tutto il territorio provinciale con gazebi e banchini per raccogliere le firme su una petizione popolare da presentare al parlamento e al governo che dia voce ad una proposta semplice e concreta le spese militari vengano dirottate sulla ricostruzione dell’Abruzzo. Valgono più le persone dei cacciabombardieri.