mercoledì 8 settembre 2010
 
 
» Notizie Provinciali » FACCIAMO PROVINCIA, INSIEME
 

 
 

FACCIAMO PROVINCIA, INSIEME
Il Programma del Centrosinistra per la Provincia di Arezzo

 

FACCIAMO PROVINCIA, INSIEME

1.

La centralità del lavoro e dell’impresa

In questa fase di criticità la tutela del lavoro, della piena occupazione, passa anche attraverso la riqualificazione dellâ€impresa, in particolare della piccola e media, che deve riacquistare centralità nella politica economica locale. Appare, inoltre, importante sostenere l’imprenditoria che investe in un reale processo di radicamento e consolidamento nel territorio.

Un nuovo patto tra lavoratori e imprenditori per lo sviluppo

C’è bisogno di un sistema locale più competitivo, più attento ad utilizzare al meglio le risorse, a cominciare da quelle ambientali. Un sistema che privilegi l’innovazione, l’investimento nella ricerca e nella creatività dei suoi giovani, nel percorso della qualità; ma che sia anche in grado di accorciare i tempi dei processi decisionali, di semplificare il numero degli strumenti chiamati a determinare le politiche di sviluppo. Per raggiungere questo obiettivo diventa fondamentale la collaborazione di tutti i soggetti in campo e qui la Provincia può svolgere un ruolo sempre più importante nel coordinare le politiche territoriali.

La cultura dell’innovazione

E’ sulla capacità di innovare che molti comparti economici giocheranno la loro partita, per riuscire a superare la difficile fase congiunturale che si è abbattuta sul sistema produttivo. Per vincere la sfida della competitività diventerà prioritario investire con convinzione in ricerca e innovazione.

Per sostenere questo processo proponiamo di costituire anche un osservatorio provinciale, InnovArezzo, che potrebbe divenire il primo laboratorio toscano che si occuperà solo di temi legati all’innovazione. Un luogo fisico per attuare un continuo confronto tra ricerca e industria, tra società e mondo scientifico, mirando anche a rafforzare la cooperazione internazionale, in un clima di scambio di idee e di brevetti con i paesi terzi, in una rete internazionale dell’innovazioneâ€

Welfare locale

Compito delle pubbliche istituzione è garantire strumenti di tutela universali, sia di tipo reale (servizi pubblici efficienti) che monetario (verso un modello di reddito di cittadinanza, che tuteli no solo chi perde il lavoro ma anche chi nel lavoro non è mai entrato).

La Provincia, per quanto di competenza, si impegna, soprattutto in questa fase di enormi difficoltà e di nuove estese povertà, a dare priorità ad un nuovo modello di welfare universale. Non solo la sanità pubblica (da tutelare e qualificare come diritto di tutti i cittadini e dell’uomo in generale), ma anche tutti gli altri servizi (scuola materna, asili nido ecc.) devono trovare una progressiva espansione in direzione della soddisfazione delle esigenze di tutta la popolazione,

La famiglia nelle sue diverse forme è ancora oggi la prima stabile organizzazione della società locale. E’ dentro alla famiglia che si affrontano problemi talvolta delicatissimi e che si creano le condizioni per la necessaria coesione sociale.

Ecco allora 3 proposte concrete per dare un aiuto e un sostegno diretto alle famiglie di tutta la provincia, rafforzando allo stesso tempo integrazione e coesione sociale:

* rafforzamento dell’esperienza del Microcredito che la provincia ha avviato quest’anno per sostenere le famiglie più povere, che non hanno accesso al credito bancario; * sostegno all’azione del volontariato che rappresenta una risorsa essenziale nella tutela dell’interesse pubblico, soprattutto in nome del principio di sussidiarietà, secondo il quale l’azione delle istituzioni deve essere integrata e coordinata con quella delle associazioni di volontari; * rafforzamento delle iniziative per l’integrazione razziale, in modo da favorire la nascita di una società sempre più multietnica e capace di assorbire le contraddizioni insite nel modello di sviluppo “globalizzatoâ€.

La formazione e le politiche per il lavoro

Un tema centrale della futura azione provinciale sarà la formazione, ovvero l’integrazione delle politiche per il lavoro. Quella dei servizi per l’impiego è una delle grandi scommesse vinte dall’amministrazione provinciale nel corso di questi due ultimi mandati amministrativi. La situazione economica non è certo migliorata, ma i numeri relativi al funzionamento dei nuovi Centri per l’Impiego descrivono adeguatamente la nuova efficienza. Il rapporto scuola-formazione professionale-mondo del lavoro poi sarà determinante. Difendere l’Università di Arezzo significa prima di tutto qualificarla, collegando il suo ruolo formativo, attraverso l’integrazione con la formazione professionale di livello superiore, con i settori più forti dell’economia.

La promozione integrata del territorio e la valorizzazione delle risorse

Pensiemo ad una promozione che sappia valorizzare a far conoscere le peculiarità, aiutando la comunità locale a riscoprire le proprie radici, la propria cultura, le proprie ricchezze e anche ad utilizzarle in positivo per produrre nuova ricchezza e attrattive per i sempre più numerosi visitatori. Siamo ormai consapevoli del fatto che il turismo sarà certamente una delle attività sulle quali puntare per sostenere lo sviluppo economico del territorio; e la promozione integrata rappresenta il motore più efficace per sostenere le attività turistiche, naturalmente unito alla volontà da parte degli imprenditori di investire per l’accoglienza e per la qualificazione delle strutture. Tutto ciò, riproponendo il modello organizzativo che ha garantito il successo della grande mostra su Piero della Francesca, già riprodotto in quella attualmente in corso sui Della Robbia, ma sempre legando strettamente l’evento alla promozione delle strutture permanenti e agli itinerari sul territorio. In questo senso sarà necessario implementare il progetto della rete museale provinciale, valorizzare tutte le eccellenze, aumentando lo sforzo per il recupero e la tutela del patrimonio artistico.

L’economia rurale

L’agricoltura ha riconquistato un ruolo centrale: è infatti considerata da tutti strategica sia per dare risposte alimentari, sia per soddisfare i bisogni di qualità della vita, di sicurezza, di difesa ambientale che, con sempre maggiore chiarezza, vengono espressi dai cittadini. Un elemento strategico per sostenere la nostra agricoltura, fatta di grandi qualità ma di aziende di dimensioni contenute, è lavorare per sviluppare ulteriormente la filiera corta e il rapporto diretto produttore-consumatore, facilitando la nascita di punti vendita aziendali ma anche dei mercati degli agricoltori, da cui sono bandite tutte le forme di intermediazione.

La semplificazione amministrativa

Come già anticipato parlando di innovazione, siamo consapevoli che uno dei gap che l’Italia intera deve colmare rispetto alla media delle grande democrazie occidentali è quello della semplificazione amministrativa. In questo senso, per la provincia di Arezzo, rinnovarsi deve significare non soltanto dotarsi di nuovi strumenti tecnologici, ma anche creare modelli di lavoro in rete, favorire la cooperazione telematica con gli altri enti del territorio, decentrare le attività burocratiche, semplificare le procedure interne e stabilire rapporti più razionali e veloci con gli utenti.

Il Prossimo quinquennio dovrà consentire di fare il salto di qualità decisivo verso una pubblica amministrazione moderna, efficiente, vicina al cittadino, capace di abbattere il digital divide che penalizza fortemente il territorio, investendo le risorse necessarie per agganciare la provincia al treno della tecnologia e dello sviluppo.

Abbattere i costi della politica, non della democrazia

Respingiamo la campagna mediatica per l’abolizione delle province, perché vede in essa un ulteriore attacco al sistema democratico delle autonomie e tende a far passare una cultura che vede negli organismo eletti solo un inutile impaccio alla governabilità .

Ben altri sono i costi e gli sprechi della politica. Non quelli della democrazia. Riteniamo però importante lavorare a forme di semplificazione del sistema istituzionale L’obbiettivo, piuttosto, deve essere quello ridare agli EELL il ruolo originario previsto dalla Costituzione, razionalizzando società, fondazioni, consorzi, ATO ecc. Anche a livello istituzionale, certo, si impone una semplificazione o almeno una diversa organizzazione. Si impone una semplificazione istituzionale, che segua due principi: maggiore razionalità,efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa e maggiore trasparenza, mantenendo gli strumenti della partecipazione dei cittadini e della vicinanza ad essi delle situazioni locali. La Provincia in tal senso sosterrà, sulla base delle proprie competenze, tutte le forme di gestione associata dei servizi per quanto riguarda le unioni dei comuni.

2. Trasporti e Infrastrutture

Le infrastrutture sono moltiplicatori di sviluppo e sono anche un fattore per misurare la qualità della vita in un territorio. Mettono in comunicazione le imprese con il mondo e consentono ai cittadini di muoversi in sicurezza. Tra queste infrastrutture stanno la banda larga, come il sistema idrico ed irriguo, le reti dei servizi pubblici, gli impianti per la gestione dei rifiuti, quelle per la produzione dell’energia, per la circolazione delle merci e altro ancora.

Un primo elemento è senz’altro quello della messa in sicurezza delle infrastrutture esistenti. Occorre in primo luogo che la Provincia, nell’ambito delle proprie competenze, approvi un programma pluriennale di interventi per la prevenzione dal rischio sismico ed idro-geologico e per completare la messa in sicurezza delle infrastrutture e degli edifici pubblici di propria competenza (in particolare edilizia scolastica ed edifici strategici per la sicurezza e la protezione civile presenti nel territorio), rendendosi parte attiva nei confronti dei livelli di governi superiori affinché vi sia un adeguato finanziamento dei fondi delle leggi competenti. Le priorità:

* completamento della Sgc E 78, meglio nota come Due Mari; * completamento del Nodo di Olmo, vista la conclusione della fase progettuale e la cantierabilità dell’opera; * completamento dello schema irriguo di Montedoglio ; il rafforzamento del trasporto su ferro (passeggeri e merci) rispetto alla gomma; * completamento della copertura del territorio in banda larga; * sostegno per la realizzazione del nuovo interporto di Indicatore;

Oggi esistono le condizioni per scegliere definitivamente il tracciato del tratto dalle Ville di Monterchi all’innesto con la Orte-Ravenna, passando per la Val Sovara. Tale percorso non presenta gli alti costi e il rischio idraulico di quello che dovrebbe attraversare la Val Cerfone, ipotesi che stiamo cercando di scongiurare con tutte le nostre forze. Oltre a questo sarà importante garantire la realizzazione dei progetti già avviati, che consentiranno di eliminare alcuni dei nodi della mobilità locale, grazie alle opere in corso di realizzazione lungo la sr 71, in Casentino e Valdichiana; lungo la sr 69, nonché lungo le altre principali arterie provinciali.

Trasporti

Nel nostro territorio, molto rilevante può essere la creazione dell’interscambio tra il mezzo privato e il trasporto ferroviario, investendo nel miglioramento della rete esistente negli assi già esistenti che si muovono verso il casentino e verso la Valdichiana.

Va colta quindi l’occasione di far divenire la nostra azienda di trasporto ferroviario, la Tft del Gruppo Lfi, una ricchezza e un’opportunità per tutta la Toscana, in modo da creare le condizioni che permettano alla Ferroviaria di ottenere l’autorizzazione a percorrere, con almeno quattro corse la tratta verso Firenze, ad integrazione di un imprescindibile servizio regionale che va qualificato e rafforzato. In questo modo potremmo dare una risposta concreta ulteriore al problema dei collegamenti della nostra provincia con il capoluogo regionale e potremmo superare il nodo Trenitalia, fornendo servizi ad alta efficacia per i pendolari.

Non di meno la tratta Firenze-Chiusi deve essere messa in condizioni di avere collegamenti rapidi con la capitale. Per fare questo sarà nostro impegno agire con decisione insieme agli altri enti locali ed alla regione, coinvolgendo l’intera comunità locale, per un intervento forte e massiccio nei confronti di Trenitalia. Per fare questo sarà nostro impegno stimolare la Regione ad un intervento forte e massiccio che persegua questa direzione.

3. Ambiente

L’ambiente è oggi, in tutto il mondo, l’elemento fondamentale attraverso cui reinterpretare la politica. Qualità dell’aria, inquinamento acustico, inquinamento elettromagnetico, scarichi e qualità dei corpi idrici, gestione dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati, le problematiche dell’energia rappresentano i punti centrali della nostra programmazione.

Rifiuti: una priorità che non deve diventare emergenza

Dobbiamo superare il concetto di semplice smaltimento dei rifiuti prodotti dalla collettività sostituendolo con quello di gestione del rifiuto. Queste le azioni fondamentali che si renderanno necessarie per garantire lo smaltimento facendo ricorso alla necessaria impiantistica.

* Ridurre la produzione (oltre che la pericolosità) del rifiuto. * Favorire il reimpiego ed il riciclaggio del rifiuto prodotto al fine di avviare il recupero dei materiali. Sarà inoltre importante, in primo luogo, l’individuazione e l’attivazione di politiche di contenimento della quantità di rifiuti prodotta, con particolare attenzione alla riduzione a monte dei materiali di packaging che rappresenta il 50% della produzione di rifiuti urbani.

Ma occorre fare di più, anche attivando in tutta l’area vasta politiche di riduzione della produzione che portino tendenzialmente al rispetto degli obiettivi delineati dal PRS e dal PRAA (meno 15% al 2012 rispetto al 2004), anche mediante l’applicazione di quanto previsto all’allegato IV della Nuova Direttiva Europea sui Rifiuti del 17.6.08 con misure di prevenzione dei rifiuti).

* promozione presso la Regione e il Governo nazionale un’intesa con la grande distribuzione e con il settore industriale; * promozione e diffusione di azioni e buone pratiche volte al massimo riutilizzo degli oggetti tramite “isole del rifiutoâ€, rifiuterie organizzate, mercati dell’usato, e per riutilizzare quelle merci alimentari invendute, senza valore commerciale, ancora idonee per essere utilizzate da enti e associazioni della solidarietà (last minute market), * aumento delle quantità e delle qualità delle raccolte differenziate, in maniera tale da raggiungere nel territorio di competenza gli obiettivi posti dal D.L.vo 152/2006 (65% di RD al 2012), anche mediante l’estensione progressiva, fino a copertura dell’intero territorio provinciale, dei sistemi di raccolta domiciliare con tariffazione puntuale (porta-a-porta).

La situazione degli impianti denuncia una diminuzione del livello di garanzia da situazioni emergenziali. Questo deriva solo in parte dalla sospensione dell’attività della discarica del Pero di Castiglion Fibocchi che ci lega maggiormente al funzionamento a pieno regime degli attuali due impianti attivi di S.Zeno e Podere Rota.

Ulteriore obbiettivi strategici:

* chiusura del ciclo integrato in particolare per quanto riguarda il trattamento delle frazioni differenziate; * ammodernamento tecnologico dell’impianto di termovalorizzazione di San Zeno, comprendente anche le più avanzate ed efficienti metodologie di abbattimento degli inquinanti in uscita; * bonifica e messa in sicurezza dei siti inquinati e delle discariche dismesse che sono raccolte nel piano straordinario e che riguardano la gran parte dei comuni del territorio.

La questione energetica

Perseguire la strada dell’efficienza energetica, puntando su innovazione e ricerca e investendo sul grande valore aggiunto ambientale offerto dalle fonti rinnovabili. E’ l’impostazione che punta sullo sviluppo energetico quale motore della crescita economica. Tra gli obiettivi del prossimo mandato sta l’istituzione di una Agenzia provinciale per le fonti rinnovabili che promuova e sostenga la diffusione della conoscenza delle tecnologie connesse all’energia, una programmazione urbanistica ed energetica che promuova ed incentivi l’utilizzo di energie rinnovabili e la creazione del primo distretto produttivo della Toscana che consenta alle nostre imprese di approvvigionarsi di energia pulita a basso costo. Per sostenere questa politica energetica sarà necessario adottare anche idonei strumenti di programmazione urbanistica, nell’ambito del PTCP e adottare un Piano Energetico Provinciale, oltre a favorire iniziative protese a snellire la burocrazia anche a livello dei comuni per agevolare l’utilizzo del fotovoltaico, del solare e dell’eolico.

Gestione del servizio idrico

L’acqua è il più prezioso bene comune dell’umanità, inalienabile, tutelata in quanto fonte di vita e non considerata una merce. In tal senso rimangono prioritari gli obbiettivi di gestione ottimale secondo i principi di efficacia, efficienza ed economicità del servizio. Gli enti locali dovranno proseguire l’impegno verso la riduzione del consumo di acqua per uso civile, agricolo e industriale, programmando tramite l’ATO tutte le azioni utili a mettere in sicurezza il territorio e la preservazione del bene comune acqua. È necessario poi avviare un’analisi comparativa dei diversi modelli di gestione (pubblico-misto-privato ) al fine di comprendere il livello di posizionamento sui livelli di servizio erogati del modello aretino nel contesto nazionale ed europeo, verificando se la gestione ha corrisposto ed è in grado di corrispondere agli obbiettivi strategici sopra citati.

Inoltre, è prioritario rafforzare il ruolo del pubblico al fine di svolgere al meglio il compito di programmazione e controllo che consenta di coniugare livelli ottimali di servizio e politiche di calmierazione delle tariffe.

Non ultimo vogliamo sottolineare la nostra contrarietà alla trasformazione dell’Ente Irriguo Umbro-Toscano in Società per Azioni, che attualmente detiene il controllo del sistema di dighe di Montedoglio e Sovara, ovvero della principale risorsa idrica del territorio aretino. Mentre appare prioritario un rapporto più forte con il territorio, per quanto riguarda l’utilizzo dei fondi pubblici statali, anche attraverso il ruolo programmatorio che gli Enti Locali svolgono per mezzo degli Ambiti Ottimali.

 
 
Pubblicato il mercoledì 3 giugno 2009

 
 
 
Gli altri articoli di questa rubrica:
 
Pubblicato il domenica 30 agosto 2009
 
Pubblicato il lunedì 6 aprile 2009
 
Pubblicato il martedì 9 giugno 2009
 
Pubblicato il giovedì 14 gennaio 2010
Aggiornato il domenica 17 gennaio 2010
 
Pubblicato il venerdì 26 marzo 2010
 
Pubblicato il sabato 24 aprile 2010
 
Pubblicato il giovedì 3 dicembre 2009
 
Pubblicato il giovedì 26 marzo 2009
 
Pubblicato il domenica 17 gennaio 2010
 
Pubblicato il sabato 31 luglio 2010
 
Home page     |    Mappa del sito     |    Spazio redazione     |    Collegati
  Aggiornato il martedì 7 settembre 2010